giovedì 19 marzo 2020

 GIORNO 9 DI PRIGIONIA.
In effetti questa quarantena da coronavirus è un pò come una prigionia, o meglio, arresti domiciliari.
Il coronavirus che da dicembre si è scatenato in Cina e poi in Europa, sta facendo migliaia di vittime, i contagi si moltiplicano giornalmente, e la curva non accenna a diminuire. Ma parliamo della Francys, la tintoria cinese della quale sono stato direttore per 3 mesi, da dicembre a febbraio. Sorta sulle ceneri di una vecchia azienda pratese, Gruppo tintoriale di Beccaglia, fallita 4 anni fà, e riacquistata da una azienda cinese l'anno scorso. Diciamo che gli impianti ed i macchinari erano vetusti all'epoca della chiusura per cui renderli attivi è stata una impresa lunga e costosa, che la gestione prima di me si era accollata. Ma la gestione era assai maldestra, e pensava solo a sfruttare i denari del cinese, infatti per mesi hanno tirato la corda approfittando dei fornitori di servizi e di manutenzione, sovrafatturando per crearsi una provvigione su tutto. Tecnici e capi hanno fatto manbassa, ed il cinese Luigi si chiama, ha dovuto chiedere il mio aiuto consigliato da conoscenze comuni. Infatti entro e dopo pochi giorni di ispezione dei macchinari e del modus operandi, applico la mia gestione. elimino gran parte dei fornitori e mi dedico al ripristino degli impianti con personale di mia fiducia. Insomma comincio a lavorare per far risorgere l'azienda, con mille difficoltà tecniche e relazionali. Il cinese nel frattempo va in cina e dopo pochissimi giorni  mi ritrovo a gestire l'azienda da solo. Non sono preoccupato anzi, non ho bisogno del padrone per operare al meglio, lo sono stato e so come si manda avanti una azienda del genere. Ma di fatto le cose prendono una piega inaspettata, e deludente, il cinese non ha risorse sufficienti ed i fornitori non vengono pagati, la manutenzione è male eseguita, e il risultato è una pessima qualità del prodotto finito. Per cui clienti scontenti e figure di merda nei loro confronti da parte mia. Comincio a pensare di essere nel posto sbagliato, infatti dopo due mesi di lavoro nessuno stipendio pagato e fornitori spariti, clienti pure. Insomma a Febbraio rimetto le mie dimissioni per giusta causa e vengo contattato da Dong altro cinese che vuole mettere un direttore nella sua azienda, benissimo. Intanto la situazione dell'emergenza sanitaria sta travolgendo il mondo e noi che abbiamo alle spalle decenni di tagli alle spese, ci ritroviamo con un sistema insufficiente per affrontare tale pandemia.
Siamo chiusi in casa si esce solo per motivi improrogabili, lavoro, spesa, ecc.

mercoledì 18 marzo 2020

Eccomi di nuovo sul mio diario elettronico, che dimentico forse troppo spesso di avere, ma gli accadimenti degli ultimi anni devono avere memoria per i posteri, se ce ne saranno.
Dal 2017 ad oggi ho cambiato tre lavori, ho traslocato in campagna ed è scoppiata la pandemia.
In pratica il fondo del baratro dal quale possiamo solo rialzarci si sta avvicinando velocemente.
Ma andiamo per gradi, il lavoro, diciamo che sono passato dalle tessiture alle rifinizioni, e questo sarebbe il mio vero talento, ma evidentemente lo ritengono o troppo costoso o troppo invadente fatto sta che  mi adorano non oltre qualche mese. Direttore alla Pratofinish, azienda storica di Prato, entro a Marzo del 2019, con tanto entusiasmo e voglia di rendermi utile, dovevo sostituire il vecchio capo che andava in pensione. Ma si sà che i vecchi capi in pensione non ci vanno mai totalmente, per cui dopo mesi di screzi, litigi ed incomprensioni, per il "metodo giuseppe" che avrei dovuto usare secondo la titolare, una fica di legno indefessa, mi sono licenziato e li ho salutati cordialmente.
Poi a Novembre dello scorso anno vado a fare il direttore in una tintoria cinese, direte che schifo, in effetti tanto bella non era. Ma il progetto di riesumare una vecchia azienda pratese fallita, con tecnici e manovalanza prettamente italiana, mi aveva affascinato. Ma il lavoro si è presentato più duro del previsto.