mercoledì 18 marzo 2020

Eccomi di nuovo sul mio diario elettronico, che dimentico forse troppo spesso di avere, ma gli accadimenti degli ultimi anni devono avere memoria per i posteri, se ce ne saranno.
Dal 2017 ad oggi ho cambiato tre lavori, ho traslocato in campagna ed è scoppiata la pandemia.
In pratica il fondo del baratro dal quale possiamo solo rialzarci si sta avvicinando velocemente.
Ma andiamo per gradi, il lavoro, diciamo che sono passato dalle tessiture alle rifinizioni, e questo sarebbe il mio vero talento, ma evidentemente lo ritengono o troppo costoso o troppo invadente fatto sta che  mi adorano non oltre qualche mese. Direttore alla Pratofinish, azienda storica di Prato, entro a Marzo del 2019, con tanto entusiasmo e voglia di rendermi utile, dovevo sostituire il vecchio capo che andava in pensione. Ma si sà che i vecchi capi in pensione non ci vanno mai totalmente, per cui dopo mesi di screzi, litigi ed incomprensioni, per il "metodo giuseppe" che avrei dovuto usare secondo la titolare, una fica di legno indefessa, mi sono licenziato e li ho salutati cordialmente.
Poi a Novembre dello scorso anno vado a fare il direttore in una tintoria cinese, direte che schifo, in effetti tanto bella non era. Ma il progetto di riesumare una vecchia azienda pratese fallita, con tecnici e manovalanza prettamente italiana, mi aveva affascinato. Ma il lavoro si è presentato più duro del previsto.

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